martedì 13 giugno 2017

Elia La Palombara Boselli e la sua arte pittorica paesaggistica.

Elia La Palombara Boselli,"Convento di Sant’Onofrio”, 
1997, olio su tela, cm 40x50, collezione privata.




Elia La Palombara
Elia La Palombara in Boselli nasce a Vasto il 21 Agosto 1926 da antica famiglia vastese. 
Terminata la Scuola Primaria segue le orme di sua sorella Maria e va a continuare i suoi studi a Roma nel Collegio di Notre Dame de l’Assomption.
A quell’epoca, infatti, e cioè negli anni 1938-39, le ragazze di buona famiglia, che non avevano la possibilità di continuare gli studi “in loco”, venivano mandate in collegi dove seguivano Corsi di arte ed Economia domestica; si preparavano cosi a diventare “buone mogli e buone madri”.
Vasto era allora una piccola città e le uniche scuole esistenti erano l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri ed un Liceo Scientifico presso il Collegio Histonium, retto da Fratel Crispino, la cui frequenza era permessa solo ai maschi.
A Roma Elia eccelle nelle materie artistiche, ha molta manualità ed il ricamo e il disegno ornato sono la sua passione.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale le impedisce di diplomarsi. Nel dopoguerra si sposa e si dedica interamente alla famiglia non trascurando gli impegni sociali e le attività di volontariato.
Per molti anni infatti diventa Presidente dell’Associazione volontari Ospedalieri.

Elia La Palombara Boselli, “La campagna vastese in primavera”, olio su tela 40x60, collezione privata.

Negli anni ‘90 nasce a Vasto l’Università delle Tre Età, una istituzione prestigiosa che opera ancora oggi con molto successo.
Tanti sono i Corsi che permettono ai giovani e meno giovani di dedicarsi ad attività e a studi che, per vari motivi, hanno trascurato nella vita.
Elia scopre allora quella che sarà la sua passione per gli anni a venire e realizza un sogno.
Comincia a frequentare il Corso di pittura tenuto dal Prof. Ennio Minerva. Ha tanta voglia d’imparare, ritrarre, dipingere tutto su tela, scopre la tecnica dei colori a olio. E’ attratta soprattutto dalla natura, il verde, gli alberi, la campagna, il mare. Ama ritrarre la realtà che la circonda, ma in maniera molto personale dando risalto alle sue emozioni, al suo vissuto e alla fantasia.

Elia La Palombara Boselli, “Alberi di  Ginepro. Il verde e l’azzurro della Sardegna”, 
olio su tela, cm 50x60, collezione privata.

In pochi anni realizza più di cinquanta opere e dopo cinque anni di studio la prima mostra il 10 Settembre 1999 nella sala Vittoria Colonna di Palazzo D’Avalos dal titolo “Paesaggi di Elia Boselli”, che essa dedica a suo marito firmandosi solo Boselli.
Seguiranno altre due mostre a distanza ognuna di cinque anni, la seconda nel 2004 e la terza nel 2009, riscuotendo sempre notevole successo di pubblico e apprezzamento della critica.

Brochure (coll. Ida Candeloro)

Così scrisse di lei  Adele Turco Gileno in occasione della prima mostra:

“Dipingere con un senso innato del gusto estetico e restituire al pubblico, ancor più somigliante, la bellezza dei luoghi, non è un’impresa facile.
E’ questa la caratteristica dei paesaggi di Elia Boselli, che ritrae gli angoli più caratteristici della terra vastese e della costa sarda.
Essi, visti nella cornice di una natura sfolgorante, non si limitano a sedurci con l’armonia delle pennellate, ma ci offrono la suggestione dei profumi e dei colori mediterranei.
Nell’artista, la ricerca della memoria, che è insieme di soggetti e di sentimenti, si traduce in volontà di raccontare, la liricità presente nelle vedute raffigurate.
Ecco allora che l’azzurro mare, il limpido cielo, il verdeggiare dei campi, le dolci colline e le case in fiore non rappresentano solo una nostalgica immersione in essi, ma attraverso una eclettica architettura figurale ampliano gli spazi prospettici, grazie al sapiente dosaggio della luce.
A volte le atmosfere sono soffuse, viste per trasparenze e tonalità diafane; in altre la visione pacificata del naturale si vivacizza con toni più accesi ed incisivi.


Elia La Palombara 

Allora, all’abbandono contemplativo, subentrano concitazioni e veemenza quasi che la luce, concepita come principio fisico e spirituale d’irradiazione vitale, fosse giocata sui chiaroscuri per manifestare una rinnovata spinta vitalistica.
Basti osservare, ad esempio, il denso cromatismo che si aggroviglia attorno ad alcuni dettagli posti in primo piano.
Concitazione ed abbandono, energia e distaccata contemplazione sono i tratti distintivi di queste tele”.
La creatività e l’originalità alla base di tutte le composizioni costituiscono la linfa che alimenta la già feconda ispirazione.
L’estro e la fantasia negli accostamenti cromatici, imprimono un notevole dinamismo alle creazioni, ricche di un’eco segreta, di un’intima risonanza che manifestano una intensa comunicatività.”



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